In Italia si evadono circa 3.100€ al secondo: è tempo del “contrasto di interessi” fiscale.

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Sì, avete letto bene. In Italia si evadono circa 3.100€ al secondo.

Secondo i dati del Sole 24 ore, l’evasione fiscale nel nostro Paese ammonta infatti a circa 100 miliardi di euro all’anno, di cui:

1. 35 miliardi di IVA
2. 33 miliardi di IRPEF
3. 8 miliardi di IRES
4. 8 miliardi di IRAP
5. 5 miliardi di IMU
E’ un problema gravissimo, perché ogni euro evaso significa un euro in meno di servizi (sanità, trasporti o asili nido) oppure un euro di tasse in più. Insomma è un macigno sui bilanci pubblici e un vero e proprio blocco per lo sviluppo economico.
Negli anni diversi governi hanno tentato di intervenire sul tema ma le soluzioni adottate hanno fallito.
Il “cashback” di Stato, per esempio, annunciato dal Governo Conte II come la soluzione al problema, non ha portato alcun risultato rilevante e i dati mostrano che l’evasione fiscale è rimasta stabile.
L’idea grillina era quella di restituire dei soldi a chi pagava beni e servizi attraverso metodi di pagamento elettronici, così da promuovere i consumi e far emergere il “sommerso”, disincentivando il pagamento in “nero” e dunque l’evasione fiscale. Tuttavia l’implementazione di questa idea è stata assolutamente deludente e se alle casse dello Stato è costata circa 5 Miliardi all’anno non si può affermare che abbia fatto emergere 5 Miliardi di evasione. Al contrario. La misura ha restituito dei soldi a chi già prima della misura pagava con moneta elettronica.
Altri schieramenti politici propongono invece il cosiddetto “incrocio dei dati” cioè un sistema di controlli asfissiante sulla vita e le finanze private dei cittadini che impedisca ogni forma di evasione. Questa misura, tuttavia, certamente efficace, è fortemente lesiva della privacy dei cittadini e limita grandemente le libertà individuali. Si tratta in sostanza di costruire un “grande fratello” fiscale che osserva costantemente tutti, le loro preferenze, le loro spese, le loro vite private.

 

Una soluzione reale al problema è invece dal nostro punto di vista il “contrasto di interessi” cioè fare in modo che non evadere sia conveniente!

Come funzionerebbe in pratica?

Per un periodo di sperimentazione di 3 anni tutte le famiglie potranno detrarre dalle imposte il 50% delle spese effettuate solo con regolare fattura elettronica. Il limite è di 5.000€ annui per una famiglia di 3 componenti, ma aumenta di 500€ per ogni ulteriore figlio.
Quali sono i lavori e i servizi detraibili?
Servizi e lavori di manutenzione della casa, come lavori idraulici, elettrici, edili. Acquisto di tappezzerie, mobili e oggetti di uso comune per la casa. Servizi di manutenzione di auto, moto e biciclette. Servizi di aiuti domestici. Servizi alla persona, come l’assistenza di figli disabili, anziani o persone con patologie neurologie.
I risultati? Sarebbe molteplici.
1. Le famiglie risparmierebbero mediamente 2.500€ di Irpef!
2. Gli irregolari, diffusissimi, verrebbero drasticamente ridotti: si creerebbe in questo modo un “circolo virtuoso” che spezza la catena “nero tira nero”.
3. Per le casse dello Stato, la minore Irpef versata sarebbe invece più che compensata dall’emersione del nero e della precedente evasione.
Insomma, ci guadagneremmo tutti.

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