Oggi c’è un solo polo dove essere draghiani: il nostro.

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Si doveva fare la coalizione della fiducia del 20 luglio. E invece…

Dal primo giorno in cui abbiamo dovuto fare i conti con l’irresponsabilità del MoVimento 5 Stelle e della destra di Meloni, Berlusconi e Salvini, che hanno deciso di staccare la spina al Governo Draghi, abbiamo detto convintamente che bisognava presentarsi alle elezioni con una coalizione forte, larga, coraggiosa che difendesse l’agenda, le idee e il metodo di Draghi.

Si sarebbe potuto (e dovuto) dar vita ad un progetto politico che riuniva i progressisti, i riformisti, i liberali che avrebbero volentieri proseguito l’esperienza del Governo Draghi, anche dopo Draghi.

Il Pd vi ha rinunciato subito dicendo “No” a Renzi e “Sì” a Fratoianni/Bonelli.

Azione e Più Europa hanno preferito l’uovo dei seggi oggi, alla gallina del riformismo domani, salvo poi rimangiarsi l’accordo con il PD, cinque giorni dopo averlo firmato e spaccarsi. Calenda via dal PD, Bonino accanto al PD.

Toti invece è andato coi sovranisti, a destra.

Oggi pertanto dobbiamo fare i conti con una seconda irresponsabilità: le coalizioni elettorali sono segnate da comportamenti sclerotici, dittature delle personalità, corse ai seggi sicuri e ammucchiate senza programmi coerenti.

A destra, per esempio, ci sono sia i sostenitori delle armi all’Ucraina che i filo-putiniani: saranno atlantisti ed europeisti, come sostiene Forza Italia? Saranno amici di Orban, come vorrebbe Meloni? O continueranno ad avere rapporti opachi con la Russia come ha fin’ora fatto Salvini?

A sinistra oggi, invece, c’è sia chi sosteneva l’agenda Draghi con convinzione, sia chi non vuole i ri-gassificatori, i termovalorizzatori e l’attuazione delle riforme richieste dall’UE. E dunque? Una volta al Governo come potrebbero governare insieme?

Oggi secondo noi c’è un solo campo dove essere draghiani: il nostro, che è il terzo polo.

E’ una scelta audace e coraggiosa, ma noi ci siamo.
Abbiamo lavorato in queste settimane, unendo tante esperienze civiche e dando vita alla Lista Civica Nazionale – L’Italia C’è.

Abbiamo ottenuto l’adesione convinta di Federico Pizzarotti e di decine di sindaci ed amministratori civici.

Abbiamo ricevuto centinaia di mail e di telefonate.

E abbiamo deciso di farlo.

Nel terzo polo con chi ha voluto, sostenuto e incoraggiato l’Agenda Draghi ci saremo anche noi.

E’ un progetto che parla il linguaggio della concretezza, e non vuole tornare agli indecorosi balletti della politica romana e ai litigi del bi-populismo. Insomma non ci costringerete a scegliere se votare il nazionalismo di Meloni e Salvini oppure l’ammucchiata senza programma di Letta, Fratoianni, Bonelli, Di Maio, Tabacci e chi più ne ha, più ne metta.

Un’alternativa esiste, si chiama terzo polo.

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